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Medicina estetica

Primavera nell’aria, è il momento giusto per la “biorivitalizzazione”

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La stagione fredda è un periodo particolarmente stressante per la cute del viso, sottoposta a sbalzi di temperatura ogni volta che dal freddo tagliente si passa all’aria calda e secca degli ambienti chiusi; tante ore passate al lavoro, magari davanti al computer, la stanchezza accumulata durante i lunghi mesi invernali. Il risultato è una pelle arida, dal colorito spento, borse e occhiaie più evidenti, i segni dell’età che sembrano ogni giorno più marcati. La soluzione è agire dall’interno con la Biorivitalizzazione, restituendo alla pelle la vitalità perduta.

Per ciascun paziente il protocollo più adatto

Quando si parla di biorivitalizzazione o biostimolazione usiamo il termine “protocollo”, perché?
Perché si tratta un vero e proprio “iter”, estremamente personalizzato sulla base delle esigenze specifiche di ogni paziente, che passo dopo passo ci permette di raggiungere l’obbiettivo stabilito.
Rispetto ai singoli trattamenti occasionali offre il vantaggio di un risultato più evidente e completo, ottenuto grazie alla sinergia che si crea fra le varie tecniche e i prodotti specifici per ogni momento della cura.

Indispensabile reidratare!

Quando si parla di salute della pelle (perché in questo caso dicendo salute si dice bellezza) il primo passo è sempre ripristinare il livello ottimale di idratazione, non a caso è l’Acido Ialuronico, con la sua prerogativa unica di attrarre e trattenere molte molecole di acqua nella struttura della pelle, la principale risorsa in ogni protocollo di bellezza che si rispetti.
L’Acido Ialuronico non si limita a ripristinare un livello di idratazione ottimale, studi scientifici hanno provato il suo ruolo nella stimolazione della produzione di acido ialuronico endogeno, nonché la sua capacità di rallentare il naturale processo di disgregazione di importanti molecole vitali. Con l’Acido Ialuronico non sono la pelle è reidratata, appare più turgida e priva di rugosità, ma riceve anche uno stimolo ad aumentare la sua naturale attività, con effetti a lungo termine.

Iniezioni di vitalità per la pelle

Nei trattamenti di biorivitalizzazione di solito all’Acido Ialuronico aggiungiamo composti che svolgono funzioni specifiche: aminoacidi (L-prolina, glicina, L.lisina e L. leucina), precursori biologici dei componenti della cute che hanno un ruolo chiave nella formazione di nuovo collagene e acido ialuronico, complessi vitaminici che migliorano la sintesi del collagene e contrastano i radicali liberi e eccesso di melanina, vari oligoelementi, come il magnesio, fondamentali per il rinnovamento cellulare, coenzimi, che incrementano il metabolismo cutaneo.

Biorivitalizzazione senza aghi

Nonostante le normali tecniche di biorivitalizzazione prevedano l’impiego di aghi corti e sottilissimi, che di fatto rendono le sedute del tutto indolori e senza tracce visibili sulla pelle, esistono trattamenti alternativi che si effettuano senza aghi, sulla superficie cutanea. E’ il caso, ad esempio, del “PRX-T33”, un esclusivo presidio medico CE coperto da brevetto internazionale, che consente di ottenere un ottimo effetto di biorivitalizzazione tramite l’applicazione sulla cute di viso, collo e décolleté di un gel al TCA 33% modulato con perossido di idrogeno, in una speciale formula che rende questa concentrazione non aggressiva e priva di effetti indesiderati. Questo trattamento, al pari della biorivitalizzazione classica, richiede 3/5 sedute, da ripetere a distanza di una decina di giorni l’una dall’altra.

Quando è necessaria un’azione più decisa

La biorivitalizzazione è utile ad ogni età, anche quando la pelle non mostra ancora i segni del tempo, proprio per preservarne a lungo la bellezza e la vitalità prevenendo e ritardando il fisiologico processo di invecchiamento. L’appuntamento annuale con un ciclo di tre/quattro trattamenti, rapidi e indolori, è la migliore arma per prevenire i danni ossidativi e la miglior preparazione che possiamo offrire alla pelle prima di altri trattamenti di medicina estetica, come filler o tossina botulinica.
Quando andiamo a trattare una pelle matura, però, dobbiamo tener conto dei danni già avvenuti: in qualche caso può essere utile integrare nel protocollo di biorivitalizzazione trattamenti specifici per la ristrutturazione del derma, come ad esempio Ellansé™, che svolge la doppia azione di filler riempitivo e stimolatore della produzione del collagene. Anche i fili di sospensione e bioristrutturazione, come Silhouette Soft®, sono in grado di svolgere un’azione rigenerativa, grazie soprattutto all’Acido Polilattico di cui sono composti, che stimola i fibroblasti della cute e favorisce la sintesi del collagene.

Tecnologie che donano un effetto lifting

I fili sono una risorsa semplice e efficace sia per il viso che per altre aree del corpo, ma se abbiamo la necessità di un’azione profonda, che inneschi un processo di rigenerazione della pelle, possiamo includere nel protocollo di ringiovanimento le più efficaci tecnologie elettromedicali di ultima generazione, come Ultherapy.
Ultherapy sfrutta la potenza degli ultrasuoni per favorire la retrazione delle fibre elastiche, con un immediato “effetto lifting”, ma al tempo stesso è in grado di dare un forte stimolo alla produzione di nuovo collagene nel derma, in una sola seduta di durata inferiore a un’ora.
Se ci sono le indicazioni, Thermage® è un’altra alternativa estremamente efficace, che grazie alla radiofrequenza monopolare stimola i tessuti con un forte riscaldamento controllato, in grado di innescare in profondità un processo rigenerativo che prosegue nei mesi successivi, per eliminare lassità e perdita dei contorni del volto e di altre aree del corpo.

Cure efficaci, non solo per il viso

Per concludere, un serio protocollo di biorivitalizzazione, basato sulla sinergia di vari trattamenti studiati in base alle esigenze specifiche della paziente, ci dà la possibilità di restituire alla pelle le sue caratteristiche naturali di idratazione, elasticità e morbidezza, proteggendola dall’azione dannosa dei radicali liberi, per mantenerla giovane e sana più a lungo.
Il meccanismo della biorivitalizzazione (biostimolazione, bioristrutturazione) contrasta alla radice i processi di invecchiamento in modo naturale, stimolando le funzioni fisiologiche delle cellule cutanee. Le applicazioni naturalmente non riguardano solo viso, collo, décolleté, ma anche molte altre aree del corpo come il seno, il dorso delle mani, le braccia, l’interno cosce, la pancia e altre zone critiche.

Ultherapy, il sistema all’avanguardia per un lifting senza bisturi

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Ultherapy è un rivoluzionario trattamento lifting basato sull’emissione di ultrasuoni microfocalizzati. Il suo obbiettivo è stimolare la naturale produzione di collagene, rinforzando la struttura della cute e rendendola più tonica e compatta. La prerogativa unica di Ultherapy è la tecnologia brevettata “DeepSEE”, che consente al medico di vedere in tempo reale su un monitor i tessuti che sta trattando: in questo modo è possibile irradiare il calore generato dagli ultrasuoni in profondità, non solo a livello di cute e sottocute, ma anche nello strato muscolare superficiale, finora raggiungibile solo con un lifting chirurgico. 

Un trattamento lifting non invasivo di provata efficacia

Anche se la mia formazione di chirurgo plastico mi porta a pensare soprattutto alla chirurgia come soluzione definitiva agli inestetismi di una certa entità, sono molto favorevole a proporre ai miei pazienti trattamenti innovativi come Ultherapy , che sono il frutto di tecnologie estremamente avanzate e in grado di offrire risultati di tutto rispetto.
Quali sono le prerogative speciali di questa apparecchiatura, l’unica approvata dalla FDA americana per il “lifting non chirurgico”, e tanto amata anche dalle star?
Ultherapy impiega ultrasuoni microfocalizzati, che arrivano in profondità nei tessuti e sono in grado di stimolare la produzione di nuovo collagene e fibre elastiche. Il riscaldamento indotto dagli ultrasuoni provoca una “contrazione” delle fibre di collagene, risollevando la cute e rimodellando l’ovale del volto, un po’ come avviene con la tecnica chirurgica.
Ma come è possibile raggiungere lo strato muscolare superficiale del viso, che è una struttura molto profonda, senza dover incidere la superficie della cute? La risposta è nell’azione mirata degli ultrasuoni di Ultherapy, che raggiungono con estrema precisione i punti che sappiamo di dover stimolare col calore, senza danneggiare in alcun modo le strutture circostanti.

Tonificare e risollevare la cute senza danneggiarne la superficie

Al fine di ottenere un effetto “lifting” significativo, dobbiamo essere in grado di veicolare nei tessuti la giusta quantità di calore al giusto livello di profondità, lasciando intatta la superficie della cute.
Ciò è possibile grazie ad una funzionalità aggiuntiva del macchinario Ultherapy, che grazie a uno speciale manipolo effettua una vera e propria scansione dei tessuti, permettendo al medico, che deve essere uno specialista adeguatamente formato, di vedere su un display in tempo reale su quali strati di tessuto sta agendo.
Questa ed altre caratteristiche all’avanguardia rendono il trattamento sicuro e privo di effetti indesiderati; l’energia ultrasonica, del resto, è da oltre 50 anni una preziosa risorsa in vari ambiti medici.

Una sola seduta rapida e indolore per un risultato di lunga durata

Il trattamento effettuato su viso, collo e décolleté dura un’ora circa, e non è necessario somministrare alcun anestetico perché non c’è dolore o fastidio.
La sensazione che il paziente avverte durante il trattamento non dipende dal passaggio dell’energia degli ultrasuoni, ma dal calore da essa prodotto, che si mantiene sempre entro un limite tale da risultare ben tollerabile. Questa sensazione di calore che si concentra in profondità nel tessuto è un segnale positivo, che indica che in quel punto si sta riattivando la produzione di collagene.
Al termine della procedura talvolta può permanere un certo arrossamento, e ci possono essere aree temporaneamente sensibili al tatto, senza che ciò influisca con lo svolgimento delle normali attività.
Il risultato parziale del “lifting non chirurgico” Ulthera è subito apprezzabile, anche se per apprezzare i benefici maggiori bisogna attendere circa un mese, il tempo necessario per la creazione di nuovo collagene e elastina, le proteine che “sostengono” la struttura della pelle e la rendono tonica, levigata e giovane. I vantaggi del trattamento si mantengono stabili per almeno 12 mesi.
La seduta può essere effettuata in qualunque momento dell’anno, indipendentemente dal fototipo, e non richiede di evitare l’esposizione al sole né prima né dopo. Se necessario può essere abbinata all’applicazione di filler o a altri trattamenti ambulatoriali o chirurgici.

Jennifer: Ultherapy prima & dopo

Nove segni sul viso che rivelano la nostra vera età

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Non è semplice accettare i cambiamenti legati all’invecchiamento: un meccanismo psicologico di difesa può portarci a pensare che il nostro aspetto sia più giovanile rispetto a quello dei coetanei, anche quando ciò non è vero. Il segreto sta nell’osservare e riconoscere i segni che rivelano la nostra vera età: oggi è possibile invecchiare con grazia e gradualità affidandosi alla moderna medicina estetica, che ci offre trattamenti estremamente efficaci e poco invasivi.

 

1) Al primo posto: le pieghe naso-labiali

Uno dei più importanti indicatori dell’età sul viso sono le pieghe naso-labiali, che possono comparire precocemente, già dai 25/30 anni. Anche se in questi casi non rappresentano un vero sintomo di senescenza, hanno un impatto negativo sull’aspetto globale del viso, ed è importante iniziare prima possibile a correggerle se vogliamo ottenere il miglior risultato.
Nella fase iniziale può essere molto utile la biorivitalizzazione, ma quando le pieghe sono abbastanza profonde è meglio optare per un filler intradermico, con il quale possiamo creare una “trama” sotto la cute, per darle sostegno.

2) La “scheletrizzazione” dell’orbita dell’occhio.

Il fascino espresso da un volto femminile è molto legato agli occhi, non tanto per le loro dimensioni quanto per la loro espressività e brillantezza, che non deve essere appannata dalla presenza di occhiaie e cerchi scuri. La pelle dell’area perioculare, estremamente delicata e molto più asciutta rispetto a quella di altre aree del viso, è sottoposta a forte stress anche a causa dei movimenti mimici; questo favorisce la comparsa di sottili linee espressive, ma non solo: la cute dell’orbita dell’occhio e della tempia col tempo si assottiglia, dandoci immediatamente un aspetto stanco e invecchiato.
Le rughe perioculari, o zampe di gallina, possono essere eliminate con l’acido ialuronico o altri filler specifici, ma l’aspetto globale di questa area del viso può trarre giovamento anche da altri trattamenti di medicina estetica, come laser frazionato, carbossiterapia, alcuni peeling specifici o trattamenti biorivitalizzanti.

3) La perdita di volume e contorno delle labbra

La bocca è un particolare estremamente importante del viso, di cui non è facile preservare la bellezza, specialmente per le donne. L’area superiore delle labbra infatti è sensibile agli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili, che diminuiscono fisiologicamente con la menopausa. Fin dai primi cambiamenti ormonali le labbra iniziano a invecchiare, perdono gradualmente il turgore naturale e mostrano pieghe e rughette chiamate “codice a barre”, più evidenti nelle donne fumatrici.
Il rimedio principale per restituire alle labbra una forma armoniosa e la naturale morbidezza, senza necessariamente renderle più grandi, è l’acido ialuronico, che può essere impiegato anche come biorivitalizzante.

4) Macchie e colorito non uniforme

Una pelle giovane splende letteralmente di salute, ed ha una tipica consistenza morbida e vellutata. Nel corso degli anni il processo di rinnovamento cellulare della cute rallenta, e questo fa si che la pelle diventi più asciutta e ruvida al tatto, che perda la sua capacità di riflettere la luce, che la trama appaia irregolare e con pori dilatati, che il colorito non sia più uniforme ma disomogeneo e con macchie scure. Per contrastare questi inestetismi si può ricorrere a peeling di varia profondità o, in alternativa, a un peeling specifico per le macchie, Dermamelan®, che funziona come una vera e propria cura di bellezza per la pelle. Si possono ottenere risultati sorprendenti anche con un trattamento di “resurfacing” cutaneo con laser Co2 Frazionato, molto più delicato e privo di effetti collaterali rispetto alla tradizionale dermoabrasione (grazie alla sua azione selettiva), ma in grado di donare fin dalla prima seduta una superficie cutanea più liscia, compatta e tonica, un colorito omogeneo e un aspetto più giovane e fresco, come rigenerato. Gli effetti del resurfacing con laser Co2 Frazionato sono ancor più evidenti se nei giorni successivi si effettua un trattamento complementare con Ellansè, uno speciale filler dalle proprietà bioristrutturanti, che ha la prerogativa di stimolare la produzione di collagene.

Aree critiche del volto

Le aree critiche dell’invecchiamento del volto

 

5) Le rughe mimiche della parte superiore del viso

Le linee espressive che si formano nell’area superiore del viso sono legate all’attività dei muscoli “mimici”, che lavorano incessantemente cambiando la nostra espressione a seconda delle emozioni che proviamo. Possono comparire già intorno ai 25 anni, e anche se in età così precoce non si può parlare di segni di invecchiamento, si tratta pur sempre di rughe, che indipendentemente dalla loro natura non sono mai gradite.
La tossina botulinica (detta “Botox”) è il gold standard in medicina estetica per il trattamento delle rughe espressive: permette di attenuarle in una sola seduta ambulatoriale, sicura e completamente indolore, rendendo lo sguardo più aperto e molto più giovanile ad ogni età. L’effetto della tossina botulinica dura alcuni mesi, dopodiché è possibile effettuare di nuovo il trattamento senza alcun pericolo.

6) La perdita di tono del profilo mandibolare

La perdita di definizione dei contorni del volto è un segno dell’età veramente insidioso, che ha cause in buona parte ereditarie e in qualche caso si può manifestare già intorno ai 30 anni. Se il bordo della mandibola e del mento inizia a perdere compattezza e tono, “scivolando” verso il basso, l’ovale si deforma e il viso perde bellezza e armonia; questo fenomeno è ancora più evidente in caso di sovrappeso o disturbi posturali. Oggi è possibile combattere anche questo inestetismo senza ricorrere alla chirurgia, impiegando i fili di trazione e biostimolazione Silhouette Soft come alternativa sicura e “mini invasiva” al lifting chirurgico. Questi speciali fili di sutura vengono inseriti ambulatorialmente a livello del sottocute, dove si ancorano grazie agli appositi coni bidirezionali che si trovano su tutta la loro lunghezza, esercitando trazione e sostegno, con un immediato effetto lifting.
La loro composizione, acido polilattico (PLA) completamente biocompatibile e riassorbibile, espleta nelle settimane successive all’impianto un’ottima azione di ringiovanimento cutaneo.

7) Le rughe profonde

Le rughe si formano a causa della forza di gravità, che a poco a poco fa scivolare i tessuti molli del nostro viso verso il basso. Queste rughe non hanno nulla a che fare con le linee espressive, che sono dovute ai movimenti muscolari. Le rughe vere e proprie cominciano a manifestarsi dai 35 ai 45 anni, ma di solito è verso i 50 che la cute, soprattutto nelle aree più critiche, come ai lati della bocca, inizia a subire cedimenti. A 60 anni si possono osservare vistose rughe verticali sulle tempie e le guance. In presenza di rughe profonde e evidenti è indispensabile ricorrere a trattamenti sinergici estremamente personalizzati, che di solito prevedono l’impiego di filler.

8) La perdita dei volumi del viso

Un volto appare tanto più bello ed attraente quanto più la morbidezza e le rotondità giovanili sono conservate. Col passare degli anni però la cute si assottiglia e perde tono, i volumi naturali del viso, come labbra e zigomi, diminuiscono pian piano, e il viso appare “appiattito”.
Per prevenire e ritardare la comparsa di questi spiacevoli segni dell’età è importante fare attenzione a certi comportamenti che accelerano l’invecchiamento cutaneo, come l’esposizione solare eccessiva, che provoca disidratazione e una perdita più rapida di grasso sottocutaneo. Anche le diete drastiche hanno un impatto negativo sui volumi del viso, perché il grasso perduto non si reintegra mai nelle stesse aree in cui si trovava per natura, ma piuttosto, in caso di recupero del peso, va a formare doppio mento e pelle cadente. Per contrastare la perdita di volumi è indispensabile ricorrere a trattamenti personalizzati, che di solito partono dalla bioristrutturazione.

9) Il collo che si copre di rughe

La condizione in cui si trova il collo è un indicatore molto importante dell’età di una persona, ma ciò nonostante spesso si inizia a prendersi cura di questa area solo quando i segni di invecchiamento sono evidenti. Per migliorare l’aspetto del collo è possibile effettuare vari trattamenti elettromedicali, come ad esempio radiofrequenza abbinata a ultrasuoni oppure laser Co2 frazionato, ma si possono ottenere buoni risultati anche con filler leggeri, peeling, biorivitalizzazione o fili di sospensione. E’ indispensabile affidarsi a un medico esperto e competente se si vuole mantenere un collo giovane anche oltre i 60 anni, senza bisogno di ricorrere al lifting chirurgico.

Via il grigiore dell’inverno, la pelle risplende con il Peeling Dermamelan®

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Una pelle luminosa e compatta, dal colorito uniforme, è il sogno di ogni donna: niente compromette la bellezza e la freschezza di un volto femminile più delle macchie scure e l’incarnato spento. E’ il momento per pensare a una soluzione efficace, come Dermamelan®: non un semplicepeeling, ma un trattamento di bellezza, che agisce direttamente sulle cause dell’ iperpigmentazione.

Le cause che fanno apparire le macchie cutanee

Le “macchie” che rovinano il viso sono dovute a un accumulo più o meno profondo di melanina, il pigmento che la nostra cute produce naturalmente in risposta all’esposizione alla luce solare. La melanina si deposita, causando iperpigmentazione, per una serie di cause che ne alterano i normali equilibri.
In primo luogo influisce l’età, che rende la cute più sottile e delicata, non a caso esistono macchie tipiche della senescenza. Alcune malattie e le disfunzioni endocrine aumentano la quantità di lesioni melaniche; l’equilibrio ormonale gioca un ruolo chiave, le donne infatti sono più colpite degli uomini e in modo particolare se usano contraccettivi o in gravidanza, quando compare la tipica maschera scura detta “cloasma”.
Le macchie spesso hanno origine post-infiammatoria, si manifestano dopo una scottatura solare, un semplice trauma che provoca abrasione superficiale della pelle, l’acne o in alcuni casi peeling e trattamenti laser non ben eseguiti.

Perchè il trattamento Dermamelan® ha efficacia

Dermamelan® è un peeling chimico la cui formula è stata studiata per adattarsi a ogni fototipo e a pelli con caratteristiche diverse, garantendo sempre la massima tollerabilità.
Il segreto dei suoi componenti, di origine vegetale e di sintesi, è nell’efficacia con cui essi riescono a inibire la Tirosinasi, l’enzima responsabile dell’accumulo del pigmento scuro nei melanosomi.
Dermamelan® quindi va ad agire sulla causa del problema, bloccando il processo di produzione di melanina per tutta la durata della sua azione. Mentre il peeling provoca l’esfoliazione dello strato corneale della cute, le cellule macrofaghe inglobano e rimuovono i depositi di melanina.Naturalmente questi effetti sono reversibili, limitati al periodo di azione del trattamento, che non danneggia né altera in modo permanente l’azione dei melanociti.

Peeling sicuro e senza effetti collaterali, ma anche trattamento di bellezza

Nella composizione di Dermamelan® si trova il fattore K, un componente brevettato la cui azione va oltre l’obbiettivo del peeling di uniformare il colore della pelle: questo prodotto dà come risultato anche un miglioramento della texture, con attenuazione dei pori dilatati, una maggior elasticità e luminosità della pelle. Essendo fortemente antiossidante, combatte inoltre l’azione dei radicali liberi e stimola la produzione di collagene e elastina.

Il trattamento in ambulatorio e a casa

Questo peeling in genere permette una netta riduzione delle macchie cutanee fin dalla prima seduta, ma può essere ripetuto fino a tre volte nei casi più gravi, con cadenza mensile.
La seduta richiede circa mezz’ora, ma bisogna considerare che la “maschera” applicata in ambulatorio va mantenuta almeno otto ore, quindi bisogna lasciare lo studio medico senza averla rimossa (tenendo conto che è incolore e produce al massimo un lieve arrossamento locale).
La maschera va sciacquata delicatamente a casa, usando acqua e eventualmente un detergente specifico. La prima reazione avviene in genere dopo 2/3 giorni, con un’esfoliazione degli strati superficiali della pelle, che rende il viso molto luminoso. Dopo due settimane le macchie trattate scompaiono e la pelle appare rigenerata.
Nel frattempo il trattamento prosegue a casa, con l’applicazione quotidiana della crema specifica, che rinforza e consolida i risultati evitando la formazione di nuove discromie.

Lunga vita ai filler dermici: una semplice tecnica sperimentale promette grandi risultati!

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Nel numero di gennaio di Plastic and Reconstructive Surgery®, la prestigiosa rivista scientifica dell’ American Society of Plastic Surgeons (ASPS), si parla di una tecnica sperimentale che sarebbe in grado di prolungare gli effetti dei filler a base di Acido Ialuronico.
Fra i vari trattamenti di medicina estetica antiage, senza dubbio il filler è uno fra i più efficaci, e non a caso il più richiesto. La durata limitata dei suoi effetti dipende dalla biocompatibilità dei materiali: i prodotti che oggi impieghiamo maggiormente, Acido Ialuronico per primo, vengono degradati e riassorbiti del tutto dal nostro organismo entro un lasso di tempo più o meno lungo.
La durata temporanea di un filler però può avere i suoi vantaggi..

Le statistiche dell’American Society of Plastic Surgeons (ASPS) lo confermano: fra le procedure estetiche mini invasive il filler dermico è una delle più comuni, con ben 2,3 milioni di trattamenti eseguiti nel 2014 nei soli Stati Uniti.
I filler dermici più comunemente utilizzati sono tuttora quelli a base di Acido Ialuronico, apprezzati proprio perché sono altamente compatibili con il nostro organismo.
In base a questa loro caratteristica è inevitabile che si verifichi una progressiva degradazione delle molecole del filler, che è vista come risvolto negativo in quanto limita la durata del miglioramento estetico.

Presso la Ondokuz Mayis University, in Turchia, alcuni chirurghi plastici dell’equipe del Dott. Küçüker hanno condotto un esperimento per allungare la durata del filler di Acido Ialuronico. La loro ipotesi di partenza era che la permanenza del filler nell’area in cui era stato posizionato non dipendesse solamente dalle sue caratteristiche chimico fisiche, ma fosse influenzata anche dalle sollecitazioni che il gel riceveva a causa del movimento dei muscoli adiacenti.

Per verificare questa ipotesi, i ricercatori avevano bisogno di una sostanza in grado di ridurre l’impatto dell’attività dei muscoli mimici sul filler, perciò si sono avvalsi della Tossina Botulinica di Tipo A, conosciuta negli USA con il nome commerciale di “Botox®”, la sostanza più apprezzata e utilizzata in medicina estetica per la correzione delle rughe mimiche del terzo superiore del volto. Il suo meccanismo di azione consiste infatti nell’ inibire temporaneamente l’attività dei muscoli nella zona trattata, provocandone il rilassamento, ed era di questo che i ricercatori della Ondokuz Mayis University avevano bisogno.

Durante lo studio è stato somministrato Botox® sotto la cute dell’area frontale di alcune cavie, e contemporaneamente Acido Ialuronico; il risultato è stato verificato attraverso analisi computerizzate del tessuto. Le conclusioni dello studio sono state positive: il trattamento effettuato sui muscoli dell’area frontale con la Tossina Botulinica (in termini medici “chemodenervation”), ha prolungato notevolmente la permanenza dell’ Acido Ialuronico nell’area frontale delle cavie.
A tre mesi di distanza, nella zona trattata contemporaneamente con Botox il tasso di degradazione dell’Acido Ialuronico era inferiore del 42% rispetto all’area non trattata, e il volume residuo era del 50% maggiore, un risultato ben visibile e misurabile.
Secondo il Dott. Küçüker e i suoi colleghi il loro studio ha dimostrato che “l’applicazione contemporanea di un filler a base di Acido Ialuronico e della Tossina Botulinica (trattamento BoNT-A) riduce significativamente il processo di degradazione dell’ Acido Ialuronico e aumenta il volume di gel rimanente”. In base a ciò, lo studio fornirebbe una prova oggettiva per sostenere l’uso di questa procedura combinata sui pazienti che richiedono un trattamento con filler dermico.

Sicuramente si tratta di uno spunto interessante, che in futuro potrà avere utili risvolti, nell’ottica di miglioramento continuo e progressivo dell’efficacia dei trattamenti di medicina estetica.

Dall’altro lato c’è da osservare che il carattere temporaneo di un trattamento con filler, sia questo con Acido Ialuronico o con una delle molecole più innovative oggi apprezzate per la loro qualità e sicurezza, non deve esser visto come un aspetto del tutto negativo.
La scelta di sottoporsi a trattamenti di medicina estetica, meno drastici rispetto ai trattamenti chirurgici, rispecchia in molti casi la scelta del paziente di prendersi cura della sua bellezza in maniera più delicata e continuativa, seguendo in un certo modo i naturali cambiamenti dei lineamenti e della cute, con ritocchi sempre adeguati al momento e mai troppo visibili né, soprattutto, irreversibili.