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In forma prima dell’estate? Più facile con l’aiuto delle tecnologie laser

· Laser e tecnologie, News · Comments Off on In forma prima dell’estate? Più facile con l’aiuto delle tecnologie laser

Da un sondaggio(*) effettuato via web da “QSObservatory” su un campione di 1.800 cittadini adulti, emerge che dieta e attività fisica non sono le uniche strategie scelte per affrontare la “prova costume”. Nel programma di “remise en forme” sempre più italiani desiderano inserire un trattamento di medicina estetica laser.
Vediamo quali sono le scelte delle donne, e cosa invece preferiscono gli uomini.

Il tempo stringe, e sembra che sette italiani su dieci (68%) siano già impegnati a migliorare il proprio aspetto in vista della bella stagione; oltre a dieta (70%) e attività fisica (61%), molti ritengono importante anche ricorrere a trattamenti mirati di medicina estetica, ad esempio l’epilazione sia femminile che maschile (39%) ed il resurfacing laser (27%).
Ma chi sono i protagonisti di questo sondaggio web proposto sui principali social, forum, blog, e community? Si tratta in particolare di giovani manager (55%) e professionisti (56%), donne e uomini, residenti in grandi città come Roma e Milano, che ritengono importante la cura del proprio aspetto e cercano soluzioni efficaci ma non invasive, che non comportino l’interruzione della vita sociale e lavorativa.

Uomini e donne: tecnologia laser ma scelte diverse

Il resurfacing con laser CO2 frazionato, in particolare, sembra essere la scelta prevalente delle donne che desiderano un ringiovanimento generale della cute, miglioramento della texture e della luminosità: questo trattamento in effetti ha tempi di recupero relativamente brevi, a fronte di risultati eccellenti. Va considerato però che dopo il resurfacing, che promuove una completa rigenerazione della pelle, è importante evitare di esporsi al sole per qualche settimana, il consiglio perciò è di programmare bene i tempi.

Cosa motiva invece gli uomini nella loro scelta prevalente, l’epilazione laser? Semplicemente la fiducia in un trattamento ormai riconosciuto come sicuro e di comprovata efficacia, che permette di liberarsi in maniera duratura dei peli indesiderati, sia per esigenze puramente estetiche che per necessità legate a particolari sport.
E’ naturale che questa esigenza sia avvertita in modo particolare in questo periodo; e preferibile però iniziare quanto prima, perché l’epilazione con laser richiede un certo numero di sedute per eliminare progressivamente tutti i bulbi piliferi, dal momento che colpisce e disattiva solo quelli in fase di crescita attiva al momento del trattamento.
L’esposizione solare, inoltre, non è consigliata nel periodo in cui si effettuano le sedute laser, anche perché i risultati migliori si ottengono se la pelle non è abbronzata e c’è maggior differenza cromatica rispetto al pelo.

Con il laser via anche cuscinetti, cellulite e ritenzione idrica

Quali altri trattamenti laser non invasivi possono aiutarci ad arrivare in forma alla stagione estiva? Molti, anche e soprattutto per eliminare l’adipe localizzato e la cellulite: la cavitazione medica, in primis, che offre ottimi risultati in 5/6 sedute, la sinergia di ultrasuoni e radiofrequenza per rimodellare la silhouette in poche settimane, ed altri ancora. Per individuare la miglior strategia in base alle proprie esigenze, il primo passo è effettuare al più presto un consulto personalizzato.

Approfondimenti sul sito: www.centrolaserfirenze.it
(*)Fonte: Adnkronos

Lipofilling del seno sempre più efficace, ma soprattutto sicuro: lo confermano gli ultimi studi.

· Chirurgia estetica, News · Comments Off on Lipofilling del seno sempre più efficace, ma soprattutto sicuro: lo confermano gli ultimi studi.

Il lipofilling, la tecnica di reimpianto del grasso autologo (prelevato dalla paziente) per effettuare moderati aumenti di volume del seno è sempre più richiesta, vista la minima invasività di questo intervento, i rapidi tempi di recupero e l’effetto estremamente naturale. Dagli Stati Uniti arrivano i risultati di un nuovo studio che offre ulteriori rassicurazioni circa la sicurezza e affidabilità di questa metodica.


La tecnica del lipofilling è ormai divenuta una risorsa irrinunciabile per ottimizzare i risultati della ricostruzione del seno delle donne operate di cancro. Nel numero di febbraio di Plastic and Reconstructive Surgery®, la rivista medica ufficiale della “American Society of Plastic Surgeons”, sono stati pubblicati i dati degli ultimi studi, volti a verificare ulteriormente l’eventuale correlazione fra ricostruzione con lipofilling e recidive della malattia. L’autore dello Studio, il Chirurgo Plastico Steven J. Kronowitzi di Houston, ha concluso che la ricostruzione del seno impiegando anche grasso autologo non aumenta in nessun caso il rischio di nuovi casi di tumori al seno, né di recidive.

Sicurezza del lipofilling al seno confermata da dati scientifici

I ricercatori guidati dal Dott. Steven J. Kronowitzi hanno impiegato mezzi rigorosamente scientifici, analizzando un campione di oltre 1.000 pazienti precedentemente sottoposte a mastectomia parziale o totale, che in seguito hanno beneficiato di una tecnica di ricostruzione del seno che prevedeva anche il lipofilling. Questo gruppo di donne è stato confrontato con un campione simile di pazienti che, dopo la mastectomia, hanno effettuato ricostruzioni senza innesti di grasso autologo. I tassi complessivi di recidiva fra le donne operate a causa del cancro della mammella sono stati del tutto simili fra il gruppo sottoposto anche a lipofilling e quello che ha usufruito di tecniche diverse, anzi, il tasso di recidive loco-regionali era 1,3% per le donne che avevano avuto un infiltrazione di grasso autologo, contro il 2,4% delle altre.

Nessun nuovo caso di tumore fra le donne “sane”

Un dato altrettanto importante è emerso dal gruppo delle donne che erano state sottoposte a mastectomia preventiva, in quanto predisposte dalla presenza del gene Brca1 ad un rischio consistente di sviluppare tumori aggressivi al seno e alle ovaie: nessuna di queste pazienti ha sviluppato tumori dopo la ricostruzione mammaria con trasferimento di grasso autologo. Con questi dati, il nuovo studio dimostra che non c’è alcun legame fra cancro al seno o recidive di malattia e lipofilling, offrendo ai chirurghi plastici ed alle pazienti un’ulteriore rassicurazione sulla sicurezza di questa preziosa tecnica chirurgica, che negli ultimi anni è sempre più richiesta e praticata per l’insieme di vantaggi che offre.

I risultati del lipofilling sempre migliori e di lunga durata

La tecnica del lipofilling consiste sostanzialmente nell’impiegare come “filler” riempitivo una certa quantità di cellule adipose prelevate dal corpo della paziente, tipicamente da zone in cui si desidera effettuare un rimodellamento, come i fianchi o l’addome. Il trapianto di grasso autologo oggi è considerato una delle principali risorse anche per il ringiovanimento del volto e di altre aree del corpo; si tratta a tutti gli effetti una tecnica chirurgica, ma estremamente delicata e quindi poco invasiva, che permette un ritorno alle normali attività in tempi molto brevi. Nel corso degli ultimi anni le metodiche si sono sempre maggiormente affinate, in modo tale da aumentare l’efficacia e la durata degli effetti del lipofilling, che sono strettamente legati all’attecchimento delle cellule di grasso nella nuova area dove vengono trapiantate.

Abilità chirurgica e tecnologie avanzate per i migliori risultati

Naturalmente per il successo di un intervento di lipofilling è determinante la preparazione e l’esperienza del chirurgo plastico, ma anche il corretto impiego delle metodiche più evolute di ultima generazione, che mirano a preservare più possibile l’integrità delle cellule adipose durante il processo di estrazione e reimpianto, dalle sottilissime e delicatissime cannule monouso ai dispositivi che ci aiutano ad effettuare le varie fasi del trasferimento delle cellule adipose dall’area donatrice all’area ricevente.

Fra le procedure di lipofilling più avanzate ed efficaci ho scelto di avvalermi del sistema Puregraft® abbinato all’impiego di cannule monouso, che si è dimostrato in grado di offrire risultati ottimi e duraturi. I più recenti studi scientifici su Puregraft® hanno dimostrato un tasso di sopravvivenza delle cellule trapiantate sensibilmente maggiore rispetto alle metodiche convenzionali, ma soprattutto un miglior “consolidamento” dei tessuti trapiantati nei pazienti di età inferiore a 55 anni, valutato mediante uno speciale sistema di telecamere e software 3D per calcolare i volumi.

Primavera nell’aria, è il momento giusto per la “biorivitalizzazione”

· Medicina estetica, News · Comments Off on Primavera nell’aria, è il momento giusto per la “biorivitalizzazione”

La stagione fredda è un periodo particolarmente stressante per la cute del viso, sottoposta a sbalzi di temperatura ogni volta che dal freddo tagliente si passa all’aria calda e secca degli ambienti chiusi; tante ore passate al lavoro, magari davanti al computer, la stanchezza accumulata durante i lunghi mesi invernali. Il risultato è una pelle arida, dal colorito spento, borse e occhiaie più evidenti, i segni dell’età che sembrano ogni giorno più marcati. La soluzione è agire dall’interno con la Biorivitalizzazione, restituendo alla pelle la vitalità perduta.

Per ciascun paziente il protocollo più adatto

Quando si parla di biorivitalizzazione o biostimolazione usiamo il termine “protocollo”, perché?
Perché si tratta un vero e proprio “iter”, estremamente personalizzato sulla base delle esigenze specifiche di ogni paziente, che passo dopo passo ci permette di raggiungere l’obbiettivo stabilito.
Rispetto ai singoli trattamenti occasionali offre il vantaggio di un risultato più evidente e completo, ottenuto grazie alla sinergia che si crea fra le varie tecniche e i prodotti specifici per ogni momento della cura.

Indispensabile reidratare!

Quando si parla di salute della pelle (perché in questo caso dicendo salute si dice bellezza) il primo passo è sempre ripristinare il livello ottimale di idratazione, non a caso è l’Acido Ialuronico, con la sua prerogativa unica di attrarre e trattenere molte molecole di acqua nella struttura della pelle, la principale risorsa in ogni protocollo di bellezza che si rispetti.
L’Acido Ialuronico non si limita a ripristinare un livello di idratazione ottimale, studi scientifici hanno provato il suo ruolo nella stimolazione della produzione di acido ialuronico endogeno, nonché la sua capacità di rallentare il naturale processo di disgregazione di importanti molecole vitali. Con l’Acido Ialuronico non sono la pelle è reidratata, appare più turgida e priva di rugosità, ma riceve anche uno stimolo ad aumentare la sua naturale attività, con effetti a lungo termine.

Iniezioni di vitalità per la pelle

Nei trattamenti di biorivitalizzazione di solito all’Acido Ialuronico aggiungiamo composti che svolgono funzioni specifiche: aminoacidi (L-prolina, glicina, L.lisina e L. leucina), precursori biologici dei componenti della cute che hanno un ruolo chiave nella formazione di nuovo collagene e acido ialuronico, complessi vitaminici che migliorano la sintesi del collagene e contrastano i radicali liberi e eccesso di melanina, vari oligoelementi, come il magnesio, fondamentali per il rinnovamento cellulare, coenzimi, che incrementano il metabolismo cutaneo.

Biorivitalizzazione senza aghi

Nonostante le normali tecniche di biorivitalizzazione prevedano l’impiego di aghi corti e sottilissimi, che di fatto rendono le sedute del tutto indolori e senza tracce visibili sulla pelle, esistono trattamenti alternativi che si effettuano senza aghi, sulla superficie cutanea. E’ il caso, ad esempio, del “PRX-T33”, un esclusivo presidio medico CE coperto da brevetto internazionale, che consente di ottenere un ottimo effetto di biorivitalizzazione tramite l’applicazione sulla cute di viso, collo e décolleté di un gel al TCA 33% modulato con perossido di idrogeno, in una speciale formula che rende questa concentrazione non aggressiva e priva di effetti indesiderati. Questo trattamento, al pari della biorivitalizzazione classica, richiede 3/5 sedute, da ripetere a distanza di una decina di giorni l’una dall’altra.

Quando è necessaria un’azione più decisa

La biorivitalizzazione è utile ad ogni età, anche quando la pelle non mostra ancora i segni del tempo, proprio per preservarne a lungo la bellezza e la vitalità prevenendo e ritardando il fisiologico processo di invecchiamento. L’appuntamento annuale con un ciclo di tre/quattro trattamenti, rapidi e indolori, è la migliore arma per prevenire i danni ossidativi e la miglior preparazione che possiamo offrire alla pelle prima di altri trattamenti di medicina estetica, come filler o tossina botulinica.
Quando andiamo a trattare una pelle matura, però, dobbiamo tener conto dei danni già avvenuti: in qualche caso può essere utile integrare nel protocollo di biorivitalizzazione trattamenti specifici per la ristrutturazione del derma, come ad esempio Ellansé™, che svolge la doppia azione di filler riempitivo e stimolatore della produzione del collagene. Anche i fili di sospensione e bioristrutturazione, come Silhouette Soft®, sono in grado di svolgere un’azione rigenerativa, grazie soprattutto all’Acido Polilattico di cui sono composti, che stimola i fibroblasti della cute e favorisce la sintesi del collagene.

Tecnologie che donano un effetto lifting

I fili sono una risorsa semplice e efficace sia per il viso che per altre aree del corpo, ma se abbiamo la necessità di un’azione profonda, che inneschi un processo di rigenerazione della pelle, possiamo includere nel protocollo di ringiovanimento le più efficaci tecnologie elettromedicali di ultima generazione, come Ultherapy.
Ultherapy sfrutta la potenza degli ultrasuoni per favorire la retrazione delle fibre elastiche, con un immediato “effetto lifting”, ma al tempo stesso è in grado di dare un forte stimolo alla produzione di nuovo collagene nel derma, in una sola seduta di durata inferiore a un’ora.
Se ci sono le indicazioni, Thermage® è un’altra alternativa estremamente efficace, che grazie alla radiofrequenza monopolare stimola i tessuti con un forte riscaldamento controllato, in grado di innescare in profondità un processo rigenerativo che prosegue nei mesi successivi, per eliminare lassità e perdita dei contorni del volto e di altre aree del corpo.

Cure efficaci, non solo per il viso

Per concludere, un serio protocollo di biorivitalizzazione, basato sulla sinergia di vari trattamenti studiati in base alle esigenze specifiche della paziente, ci dà la possibilità di restituire alla pelle le sue caratteristiche naturali di idratazione, elasticità e morbidezza, proteggendola dall’azione dannosa dei radicali liberi, per mantenerla giovane e sana più a lungo.
Il meccanismo della biorivitalizzazione (biostimolazione, bioristrutturazione) contrasta alla radice i processi di invecchiamento in modo naturale, stimolando le funzioni fisiologiche delle cellule cutanee. Le applicazioni naturalmente non riguardano solo viso, collo, décolleté, ma anche molte altre aree del corpo come il seno, il dorso delle mani, le braccia, l’interno cosce, la pancia e altre zone critiche.

Un corpo più in forma grazie al lifting di gambe e braccia

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Ci sono alcuni punti del nostro corpo più soggetti di altri a perdere forma e tonicità, anche molto prima di raggiungere un’età “critica”.
E’ il caso delle braccia e dell’interno coscia, un cruccio per moltissime persone nel momento in cui i tessuti si rilassano, appaiono flaccidi e non migliorano con trattamenti e attività fisica.
In alcuni casi anche la felicità per aver perso i chili di troppo è oscurata da questo inestetico aspetto “cadente” della cute, che ci fa apparire ancora fuori forma dopo tanta fatica spesa.
La soluzione definitiva c’è, è il lifting chirurgico degli arti.

 

In cosa consiste il lifting degli arti?

L’intervento chirurgico di lifting delle braccia e dell’interno coscia permette di rimuovere la cute rilassata in eccesso, tonificando e rimodellando gli arti e in alcuni casi anche i glutei.
Il rimodellamento chirurgico di queste parti permette di ottenere una figura più proporzionata e giovanile, superando l’imbarazzo di praticare sport o indossare indumenti sbracciati, corti o attillati che mettono in risalto il difetto.

A chi è adatto questo intervento?

Il lifting degli arti è una soluzione per tutti i pazienti che hanno cute rilassata e in eccesso a causa di un dimagrimento, o che hanno perso tono muscolare e compattezza dei tessuti con l’età.
E’ importante che i pazienti siano in una buona condizione di salute generale, che naturalmente deve essere il chirurgo a verificare durante la visita preliminare. In particolare, per il buon esito di un intervento di lifting, che richiede capacità ottimali di guarigione della cute, è importante seguire un corretto stile di vita: dieta leggera, ma con adeguato apporto proteico nei mesi prima e dopo l’intervento, astensione dagli alcolici e soprattutto dal fumo, che ostacola il microcircolo rendendo più critica la guarigione delle ferite.

Come si svolge l’intervento

Normalmente la brachioplastica e il lifting delle cosce richiedono un’anestesia generale, e il pernottamento in clinica fino al giorno successivo. Tutto dipende però dall’entità dell’intervento, che è personalizzato in base alle esigenze specifiche di ogni paziente e viene spiegato e chiarito in ogni aspetto durante la visita preliminare.
Lo stesso si può dire per il recupero post operatorio: è solo in base all’estensione delle zone trattate, alle caratteristiche personali del paziente ed alla sua reazione individuale che il chirurgo può dare indicazioni precise sul periodo necessario al recupero fisico e alla ripresa delle normali attività.

Cosa avviene dopo l’intervento?

Nei primi giorni dopo un intervento di lifting degli arti è normale che la zona operata presenti gonfiore e lividi, è possibile anche avvertire una sensazione di tensione e lieve fastidio; è fondamentale astenersi patek philippe replica da ogni attività che possa comportare traumi alle aree operate, proteggere e lasciare intatte le medicazioni fino al controllo, quando il chirurgo verificherà e confermerà se tutto procede nel modo giusto.
Il follow-up dopo l’intervento è fondamentale per il buon esito del lifting, anche per ottenere i migliori risultati estetici.
Come la maggior parte delle procedure di chirurgia estetica, il lifting degli arti comporta un periodo di  replica vacheron constantin recupero post operatorio che può variare in base all’entità e all’estensione del lifting, ma anche alla reattività individuale del paziente.

La soluzione chirurgica o un trattamento ambulatoriale?

E ‘importante che la decisione di affrontare una procedura chirurgica a fini estetici sia ben ponderata: quando non è possibile concedersi un periodo di riposo e astinenza dagli impegni più pesanti, quando ci sono bambini piccoli da accudire e non c’è modo di delegare per qualche settimana almeno, un serio trattamento di medicina estetica, basato su tecnologie laser innovative, può essere una soluzione a cui ricorrere, posticipando la chirurgia a un periodo più adatto.

Ringiovanimento vaginale senza chirurgia, oggi si può.

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La donna di oggi desidera conservare un aspetto fresco e giovanile in ogni fase della vita, ma non solo esteriormente: è altrettanto importante che possa sentirsi desiderabile e avere una vita intima appagante anche dopo la menopausa.
Oggi è possibile eliminare tanti piccoli disturbi della sfera intima con un trattamento ambulatoriale semplice e indolore, conosciuto come “re-vagination” o ringiovanimento intimo. In questo caso il termine non si riferisce solo a un ringiovanimento estetico: il trattamento stimola in modo naturale i tessuti delle parti intime femminili, combattendo l’atrofia vaginale e un’ampia gamma di disturbi funzionali ad essa correlati.

In cosa consiste il ringiovanimento vaginale non chirurgico?

Si tratta di una terapia innovativa, “dolce” ma estremamente efficace, per combattere un problema comune e molto spiacevole per le donne: la perdita del trofismo vaginale, con tutti i disturbi e fastidi che ne derivano.
Se svolta utilizzando un’apparecchiatura di ultima generazione, come Thermal Therapy Physio Vagla stimolazione mirata dei tessuti vaginali è sicura e indolore.
Sfruttando l’energia delle onde elettromagnetiche ad alta frequenza, il trattamento diringiovanimento vaginale stimola la naturale produzione di collagene, con un effetto ringiovanente delle mucose; grazie al miglioramento della condizione dei tessuti si ha un’attenuazione di tutti i sintomi indesiderati, come secchezza, bruciore e sensazioni dolorose nei rapporti intimi.

Quali patologie possiamo contrastare con Thermal Therapy Physio Vag?

E’ possibile elaborare protocolli estremamente personalizzati per il trattamento ambulatoriale non invasivo di varie patologie funzionali.
Migliorando il trofismo dei tessuti possiamo innanzitutto attenuare la secchezza vaginale, cancellando le spiacevoli sensazioni di prurito e bruciore che da essa dipendono, ma anche le lievi perdite di urina.
E’ possibile intervenire sul tono del canale vaginale, in caso di lassità delle mucose; questa può essere dovuta ad un parto recente, oppure essere la normale conseguenza dell’invecchiamento e del mutamento delle condizioni ormonali dopo la menopausa.
In entrambi i casi andiamo a stimolare la produzione di collagene, veicolando calore in profondità nei tessuti della vagina e della vulva. In questo modo ne aumentiamo il turgore, l’idratazione e l’essudazione; il canale vaginale recupera il suo calibro naturale.
La diatermia ha un effetto positivo anche sui genitali femminili esterni, piccole e grandi labbra, dal momento che rende i tessuti più tonici, elastici e lubrificati.

Cosa avviene dopo il trattamento?

Alcune pazienti riferiscono un lieve senso di gonfiore, a livello locale, nelle prime ore dopo il trattamento. Questo non preclude il ritorno alle normali attività, osservando solo alcuni semplici accorgimenti che possono accelerare il recupero e rendere migliori i risultati (ad esempio non esporsi a calore eccessivo e evitare rapporti intimi per alcuni giorni).
I vantaggi del ringiovanimento vaginale possono essere apprezzati appieno dopo un certo numero di sedute, lasciando trascorrere un intervallo di tempo sufficiente fra l’una e l’altra perché la formazione di nuovo collagene dia i suoi effetti positivi, con un vero e proprio ripristino funzionale della vagina (re-vagination).

Ultherapy, il sistema all’avanguardia per un lifting senza bisturi

· Medicina estetica, News · Comments Off on Ultherapy, il sistema all’avanguardia per un lifting senza bisturi

Ultherapy è un rivoluzionario trattamento lifting basato sull’emissione di ultrasuoni microfocalizzati. Il suo obbiettivo è stimolare la naturale produzione di collagene, rinforzando la struttura della cute e rendendola più tonica e compatta. La prerogativa unica di Ultherapy è la tecnologia brevettata “DeepSEE”, che consente al medico di vedere in tempo reale su un monitor i tessuti che sta trattando: in questo modo è possibile irradiare il calore generato dagli ultrasuoni in profondità, non solo a livello di cute e sottocute, ma anche nello strato muscolare superficiale, finora raggiungibile solo con un lifting chirurgico. 

Un trattamento lifting non invasivo di provata efficacia

Anche se la mia formazione di chirurgo plastico mi porta a pensare soprattutto alla chirurgia come soluzione definitiva agli inestetismi di una certa entità, sono molto favorevole a proporre ai miei pazienti trattamenti innovativi come Ultherapy , che sono il frutto di tecnologie estremamente avanzate e in grado di offrire risultati di tutto rispetto.
Quali sono le prerogative speciali di questa apparecchiatura, l’unica approvata dalla FDA americana per il “lifting non chirurgico”, e tanto amata anche dalle star?
Ultherapy impiega ultrasuoni microfocalizzati, che arrivano in profondità nei tessuti e sono in grado di stimolare la produzione di nuovo collagene e fibre elastiche. Il riscaldamento indotto dagli ultrasuoni provoca una “contrazione” delle fibre di collagene, risollevando la cute e rimodellando l’ovale del volto, un po’ come avviene con la tecnica chirurgica.
Ma come è possibile raggiungere lo strato muscolare superficiale del viso, che è una struttura molto profonda, senza dover incidere la superficie della cute? La risposta è nell’azione mirata degli ultrasuoni di Ultherapy, che raggiungono con estrema precisione i punti che sappiamo di dover stimolare col calore, senza danneggiare in alcun modo le strutture circostanti.

Tonificare e risollevare la cute senza danneggiarne la superficie

Al fine di ottenere un effetto “lifting” significativo, dobbiamo essere in grado di veicolare nei tessuti la giusta quantità di calore al giusto livello di profondità, lasciando intatta la superficie della cute.
Ciò è possibile grazie ad una funzionalità aggiuntiva del macchinario Ultherapy, che grazie a uno speciale manipolo effettua una vera e propria scansione dei tessuti, permettendo al medico, che deve essere uno specialista adeguatamente formato, di vedere su un display in tempo reale su quali strati di tessuto sta agendo.
Questa ed altre caratteristiche all’avanguardia rendono il trattamento sicuro e privo di effetti indesiderati; l’energia ultrasonica, del resto, è da oltre 50 anni una preziosa risorsa in vari ambiti medici.

Una sola seduta rapida e indolore per un risultato di lunga durata

Il trattamento effettuato su viso, collo e décolleté dura un’ora circa, e non è necessario somministrare alcun anestetico perché non c’è dolore o fastidio.
La sensazione che il paziente avverte durante il trattamento non dipende dal passaggio dell’energia degli ultrasuoni, ma dal calore da essa prodotto, che si mantiene sempre entro un limite tale da risultare ben tollerabile. Questa sensazione di calore che si concentra in profondità nel tessuto è un segnale positivo, che indica che in quel punto si sta riattivando la produzione di collagene.
Al termine della procedura talvolta può permanere un certo arrossamento, e ci possono essere aree temporaneamente sensibili al tatto, senza che ciò influisca con lo svolgimento delle normali attività.
Il risultato parziale del “lifting non chirurgico” Ulthera è subito apprezzabile, anche se per apprezzare i benefici maggiori bisogna attendere circa un mese, il tempo necessario per la creazione di nuovo collagene e elastina, le proteine che “sostengono” la struttura della pelle e la rendono tonica, levigata e giovane. I vantaggi del trattamento si mantengono stabili per almeno 12 mesi.
La seduta può essere effettuata in qualunque momento dell’anno, indipendentemente dal fototipo, e non richiede di evitare l’esposizione al sole né prima né dopo. Se necessario può essere abbinata all’applicazione di filler o a altri trattamenti ambulatoriali o chirurgici.

Jennifer: Ultherapy prima & dopo

Nove segni sul viso che rivelano la nostra vera età

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Non è semplice accettare i cambiamenti legati all’invecchiamento: un meccanismo psicologico di difesa può portarci a pensare che il nostro aspetto sia più giovanile rispetto a quello dei coetanei, anche quando ciò non è vero. Il segreto sta nell’osservare e riconoscere i segni che rivelano la nostra vera età: oggi è possibile invecchiare con grazia e gradualità affidandosi alla moderna medicina estetica, che ci offre trattamenti estremamente efficaci e poco invasivi.

 

1) Al primo posto: le pieghe naso-labiali

Uno dei più importanti indicatori dell’età sul viso sono le pieghe naso-labiali, che possono comparire precocemente, già dai 25/30 anni. Anche se in questi casi non rappresentano un vero sintomo di senescenza, hanno un impatto negativo sull’aspetto globale del viso, ed è importante iniziare prima possibile a correggerle se vogliamo ottenere il miglior risultato.
Nella fase iniziale può essere molto utile la biorivitalizzazione, ma quando le pieghe sono abbastanza profonde è meglio optare per un filler intradermico, con il quale possiamo creare una “trama” sotto la cute, per darle sostegno.

2) La “scheletrizzazione” dell’orbita dell’occhio.

Il fascino espresso da un volto femminile è molto legato agli occhi, non tanto per le loro dimensioni quanto per la loro espressività e brillantezza, che non deve essere appannata dalla presenza di occhiaie e cerchi scuri. La pelle dell’area perioculare, estremamente delicata e molto più asciutta rispetto a quella di altre aree del viso, è sottoposta a forte stress anche a causa dei movimenti mimici; questo favorisce la comparsa di sottili linee espressive, ma non solo: la cute dell’orbita dell’occhio e della tempia col tempo si assottiglia, dandoci immediatamente un aspetto stanco e invecchiato.
Le rughe perioculari, o zampe di gallina, possono essere eliminate con l’acido ialuronico o altri filler specifici, ma l’aspetto globale di questa area del viso può trarre giovamento anche da altri trattamenti di medicina estetica, come laser frazionato, carbossiterapia, alcuni peeling specifici o trattamenti biorivitalizzanti.

3) La perdita di volume e contorno delle labbra

La bocca è un particolare estremamente importante del viso, di cui non è facile preservare la bellezza, specialmente per le donne. L’area superiore delle labbra infatti è sensibile agli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili, che diminuiscono fisiologicamente con la menopausa. Fin dai primi cambiamenti ormonali le labbra iniziano a invecchiare, perdono gradualmente il turgore naturale e mostrano pieghe e rughette chiamate “codice a barre”, più evidenti nelle donne fumatrici.
Il rimedio principale per restituire alle labbra una forma armoniosa e la naturale morbidezza, senza necessariamente renderle più grandi, è l’acido ialuronico, che può essere impiegato anche come biorivitalizzante.

4) Macchie e colorito non uniforme

Una pelle giovane splende letteralmente di salute, ed ha una tipica consistenza morbida e vellutata. Nel corso degli anni il processo di rinnovamento cellulare della cute rallenta, e questo fa si che la pelle diventi più asciutta e ruvida al tatto, che perda la sua capacità di riflettere la luce, che la trama appaia irregolare e con pori dilatati, che il colorito non sia più uniforme ma disomogeneo e con macchie scure. Per contrastare questi inestetismi si può ricorrere a peeling di varia profondità o, in alternativa, a un peeling specifico per le macchie, Dermamelan®, che funziona come una vera e propria cura di bellezza per la pelle. Si possono ottenere risultati sorprendenti anche con un trattamento di “resurfacing” cutaneo con laser Co2 Frazionato, molto più delicato e privo di effetti collaterali rispetto alla tradizionale dermoabrasione (grazie alla sua azione selettiva), ma in grado di donare fin dalla prima seduta una superficie cutanea più liscia, compatta e tonica, un colorito omogeneo e un aspetto più giovane e fresco, come rigenerato. Gli effetti del resurfacing con laser Co2 Frazionato sono ancor più evidenti se nei giorni successivi si effettua un trattamento complementare con Ellansè, uno speciale filler dalle proprietà bioristrutturanti, che ha la prerogativa di stimolare la produzione di collagene.

Aree critiche del volto

Le aree critiche dell’invecchiamento del volto

 

5) Le rughe mimiche della parte superiore del viso

Le linee espressive che si formano nell’area superiore del viso sono legate all’attività dei muscoli “mimici”, che lavorano incessantemente cambiando la nostra espressione a seconda delle emozioni che proviamo. Possono comparire già intorno ai 25 anni, e anche se in età così precoce non si può parlare di segni di invecchiamento, si tratta pur sempre di rughe, che indipendentemente dalla loro natura non sono mai gradite.
La tossina botulinica (detta “Botox”) è il gold standard in medicina estetica per il trattamento delle rughe espressive: permette di attenuarle in una sola seduta ambulatoriale, sicura e completamente indolore, rendendo lo sguardo più aperto e molto più giovanile ad ogni età. L’effetto della tossina botulinica dura alcuni mesi, dopodiché è possibile effettuare di nuovo il trattamento senza alcun pericolo.

6) La perdita di tono del profilo mandibolare

La perdita di definizione dei contorni del volto è un segno dell’età veramente insidioso, che ha cause in buona parte ereditarie e in qualche caso si può manifestare già intorno ai 30 anni. Se il bordo della mandibola e del mento inizia a perdere compattezza e tono, “scivolando” verso il basso, l’ovale si deforma e il viso perde bellezza e armonia; questo fenomeno è ancora più evidente in caso di sovrappeso o disturbi posturali. Oggi è possibile combattere anche questo inestetismo senza ricorrere alla chirurgia, impiegando i fili di trazione e biostimolazione Silhouette Soft come alternativa sicura e “mini invasiva” al lifting chirurgico. Questi speciali fili di sutura vengono inseriti ambulatorialmente a livello del sottocute, dove si ancorano grazie agli appositi coni bidirezionali che si trovano su tutta la loro lunghezza, esercitando trazione e sostegno, con un immediato effetto lifting.
La loro composizione, acido polilattico (PLA) completamente biocompatibile e riassorbibile, espleta nelle settimane successive all’impianto un’ottima azione di ringiovanimento cutaneo.

7) Le rughe profonde

Le rughe si formano a causa della forza di gravità, che a poco a poco fa scivolare i tessuti molli del nostro viso verso il basso. Queste rughe non hanno nulla a che fare con le linee espressive, che sono dovute ai movimenti muscolari. Le rughe vere e proprie cominciano a manifestarsi dai 35 ai 45 anni, ma di solito è verso i 50 che la cute, soprattutto nelle aree più critiche, come ai lati della bocca, inizia a subire cedimenti. A 60 anni si possono osservare vistose rughe verticali sulle tempie e le guance. In presenza di rughe profonde e evidenti è indispensabile ricorrere a trattamenti sinergici estremamente personalizzati, che di solito prevedono l’impiego di filler.

8) La perdita dei volumi del viso

Un volto appare tanto più bello ed attraente quanto più la morbidezza e le rotondità giovanili sono conservate. Col passare degli anni però la cute si assottiglia e perde tono, i volumi naturali del viso, come labbra e zigomi, diminuiscono pian piano, e il viso appare “appiattito”.
Per prevenire e ritardare la comparsa di questi spiacevoli segni dell’età è importante fare attenzione a certi comportamenti che accelerano l’invecchiamento cutaneo, come l’esposizione solare eccessiva, che provoca disidratazione e una perdita più rapida di grasso sottocutaneo. Anche le diete drastiche hanno un impatto negativo sui volumi del viso, perché il grasso perduto non si reintegra mai nelle stesse aree in cui si trovava per natura, ma piuttosto, in caso di recupero del peso, va a formare doppio mento e pelle cadente. Per contrastare la perdita di volumi è indispensabile ricorrere a trattamenti personalizzati, che di solito partono dalla bioristrutturazione.

9) Il collo che si copre di rughe

La condizione in cui si trova il collo è un indicatore molto importante dell’età di una persona, ma ciò nonostante spesso si inizia a prendersi cura di questa area solo quando i segni di invecchiamento sono evidenti. Per migliorare l’aspetto del collo è possibile effettuare vari trattamenti elettromedicali, come ad esempio radiofrequenza abbinata a ultrasuoni oppure laser Co2 frazionato, ma si possono ottenere buoni risultati anche con filler leggeri, peeling, biorivitalizzazione o fili di sospensione. E’ indispensabile affidarsi a un medico esperto e competente se si vuole mantenere un collo giovane anche oltre i 60 anni, senza bisogno di ricorrere al lifting chirurgico.

Tutto quello che una donna dovrebbe sapere sulle protesi mammarie.

· Chirurgia estetica, News · Comments Off on Tutto quello che una donna dovrebbe sapere sulle protesi mammarie.

Le protesi sono un aspetto fondamentale dell’intervento di mastoplastica additiva, non solo perché ne determinano in buona parte il risultato estetico, ma anche perché si tratta di dispositivi che faranno parte del corpo della paziente per il resto della vita. La scelta di impianti di qualità è garanzia di sicurezza sotto ogni punto di vista, ecco perché le pazienti devono sapere tutto sulle protesi che il chirurgo plastico userà per il loro intervento, e i perché della sua scelta. 

Oggi è possibile disporre di una vastissima gamma di protesi, in grado di soddisfare ogni esigenza.Sapete in base a cosa si differenziano le protesi mammarie? Nello schema che segue sono elencate le principali caratteristiche che le contraddistinguono:

LA FORMA Protesi rotonde Gli impianti rotondi danno volume al polo superiore, facendo apparire il seno più sollevato
Protesi anatomiche Gli impianti a forma di goccia assicurano un aspetto più discreto e naturale.
IL PROFILO Basso profilo La protesi è sottile, con poca proiezione all’esterno
Medio profilo La protesi ha una proiezione media, ed è adatta a chi desidera un effetto naturale
Alto profilo o “extra profilo” La proiezione notevole è utile quando il seno è molto piccolo oppure se si vuole un effetto “prorompente”
IL VOLUME Il volume della protesi mammaria è dato dalla quantità di gel di silicone coesivo che è contenuto al suo interno Le protesi normalmente hanno un volume variabile da 150cc a 600cc – quelle maggiormente utilizzate in chirurgia estetica vanno dai 270cc ai 330cc di volume
Il volume è legato sia alla “proiezione” che alle misure della base della protesi, che a loro volta devono essere adeguate alla costituzione fisica della paziente

Al di là del loro aspetto esteriore, ciò che è importante nelle protesi mammarie è il processo produttivo: quanto più è avanzato e di qualità, tanto maggiori e più complete potranno essere le garanzie di sicurezza e durata offerte dalla casa produttrice.

Le migliori performance delle protesi mammarie di nuova generazione

Uno dei prodotti più innovativi in questo settore è quello dell’azienda Britannica Nagor, che ha bypassato una storica divisione: fino ad oggi scegliendo protesi morbide, con un effetto naturale, dovevamo accettare la minore “coesività” del gel, un limite importante che comportava possibili effetti estetici indesiderati (per esempio il “rippling”) e il pericolo di eventuale dispersione del contenuto nei rari casi di rottura.
La gamma di protesi mammarie di 6° generazione di Nagor, che si chiama “Impleo”, è caratterizzata da una consistenza talmente morbida e malleabile che l’impianto può essere spremuto, attorcigliato o sottoposto a ogni tipo di stress fisico e meccanico senza perdere la sua forma originale, grazie al suo incredibile “effetto memoria”. Il silicone all’interno è così coesivo che, come mostrato nei vari test effettuati dall’azienda, tagliando deliberatamente il guscio esterno e mettendo la protesi a testa in giù il gel di silicone non cade ma rimane perfettamente stabile all’interno della protesi.

I vantaggi reali dei nuovi impianti Nagor

La novità di una protesi mammaria morbida ma straordinariamente resistente è stata accolta con tale entusiasmo da scatenare sui social l’iniziativa #IMPLEOtwist, che ha visto chirurghi di tutto il mondo filmarsi e fotografarsi in giocosi tentativi di manipolare e strizzare gli impianti in ogni modo possibile per testare la loro capacità di recupero, con un chirurgo plastico Argentino che vi è addirittura passato sopra più volte con la sua auto senza provocare alcun danno.

Protesi strizzata

Uno stress test di protesi mammarie Impleo

Questa estrema capacità di resistenza che le protesi hanno dimostrato di avere significa soprattuttouna maggiore garanzia di sicurezza per la paziente contro ogni possibile evento avverso: non è un caso che l’azienda offra una copertura assicurativa a vita, che copre sia la remota possibilità di rottura della protesi che la contrattura capsulare, che è in realtà l’unica complicanza realmente possibile in una mastoplastica additiva, per quanto fortunatamente rara.
Nella mia personale esperienza ho riscontrato altri vantaggi pratici nell’impiego di queste protesi mammarie di consistenza straordinariamente malleabile e comprimibile, che possono essere inserite facilmente e con estrema precisione attraverso un’incisione più piccola rispetto alle precedenti protesi mammarie, comportando di conseguenza una cicatrice più piccola ma anche una riduzione del fastidio o dolore post operatorio; inoltre l’estrema morbidezza del gel di questo impianto mammario dà al seno un effetto davvero naturale.

Ritengo estremamente importante che una paziente che si sottopone a un intervento di chirurgia estetica sia realmente in grado di fare una scelta informata; questo è un esempio pratico di come un chirurgo plastico possa offrire una consulenza ed un orientamento basato su dati certi riguardanti la qualità del prodotto e le garanzie di sicurezza.

Cavitazione medica, sostituisce la liposuzione?

· Laser e tecnologie, News · Comments Off on Cavitazione medica, sostituisce la liposuzione?

La cavitazione è un trattamento ormai molto conosciuto e apprezzato, che si pone come alternativa non invasiva all’intervento. Permette di ottenere in alcuni casi una riduzione definitiva del pannicolo adiposo nei “punti critici”, ma in cosa si distingue dalla liposuzione?

 

Il primo punto da chiarire: solo la vera cavitazione è efficace

Spesso si sente parlare della lipo cavitazione come trattamento estetico, e si pensa ad una soluzione semplice per ritrovare la forma nel salone di bellezza. In realtà solo i dispositivi per uso medico sono in grado di produrre l’effetto di cavitazione, impiegando ultrasuoni a bassissima frequenza.
Questo è stato dimostrato da studi scientifici già dal 1998 dal Dott. Yoseph Bar-Cohen, collaboratore scientifico della NASA.
I trattamenti effettuati sotto supervisione medica possono arrivare in profondità nei tessuti, determinando la disgregazione delle cellule adipose, mentre quelli di tipo estetico possono impiegare per legge solo frequenze più alte (1-3 Mega Hertz), in grado di attenuare al massimo la ritenzione idrica, permettendo così un effetto di “rimodellamento” superficiale e transitorio: più alta è la frequenza, meno in profondità possono scendere gli ultrasuoni.

Cosa succede durante una seduta di cavitazione?

L’apparecchiatura elettromedicale per la cavitazione è dotata di uno speciale manipolo, che durante il trattamento viene fatto scorrere sulla superficie dell’area da trattare. Attraverso il manipolo vengono convogliati all’interno della massa grassa sottocutanea ultrasuoni con precise caratteristiche di frequenza, impostate elettronicamente (30-40 Kilo Hertz).
Nel pannicolo adiposo avvengono una serie di fenomeni fisici che portano alla formazione di microbolle di vapore all’interno degli adipociti, i quali “implodono”, distruggendo la loro membrana esterna e liberando il contenuto di acidi grassi: è questo il vero e proprio effetto di cavitazione. I trigliceridi che fuoriescono dalle cellule disgregate arrivano al fegato attraverso le vie linfatiche, dove vengono metabolizzati come un qualsiasi grasso alimentare.

Quali risultati può dare la cavitazione medica?

Questo trattamento non invasivo è in grado di offrire molti vantaggi: non solo un visibile rimodellamento del profilo corporeo, ma anche l’eliminazione della cellulite e della cute “a buccia d’arancia” (effetto linfodrenante che elimina il ristagno dei liquidi nei tessuti).
Con la cavitazione si veicola calore in profondità, con un effetto positivo sull’ossigenazione dei tessuti e sulla circolazione distrettuale, ciò permette di migliorare l’aspetto della cute asfittica e donare elasticità e tono ai tessuti.
Le zone del corpo che è possibile trattare sono numerose: addome, fianchi, glutei, ma anche le gambe (regione trocanterica, ginocchia, caviglie) e le braccia. A seconda dei casi, è possibile abbinare al trattamento l’impiego di farmaci lipotici in grado di potenziare ulteriormente gli effetti delle sedute.

In quali casi può essere un’alternativa all’intervento?

La liposuzione, se eseguita da un Chirurgo Plastico preparato e esperto, è un intervento indolore e sicuro, che permette di eliminare in un unico tempo gli accumuli adiposi in varie aree del corpo. E’ ovvio che, in quanto atto chirurgico, comporta inevitabilmente l’anestesia e tempi variabili di convalescenza, anche se le tecniche attuali sono molto meno invasive rispetto al passato.
La cavitazione medica è l’unica alternativa valida per tutti quei pazienti che non vogliono affrontare un intervento, tenendo conto però che gli effetti non possono essere raggiunti in una sola volta, ma con un ciclo di 6/10 sedute da effettuare con cadenza settimanale, in modo da consentire all’organismo di smaltire fisiologicamente il grasso “cavitato” fra un trattamento e l’altro.

Rimodellare il seno: la mastopessi

· Chirurgia estetica, News · Comments Off on Rimodellare il seno: la mastopessi

Sono molti i cambiamenti fisici che accompagnano il passaggio verso la tanto temuta “mezza età”, ma più che i capelli grigi e le rughe che segnano la pelle, a preoccuparci è il cedimento dei tessuti e la perdita di volume, un problema che non riguarda solo il viso. Una donna che desidera ritrovare la freschezza della gioventù spesso pensa per prima cosa al suo seno, sformato e cadente soprattutto quando la taglia è abbondante.

 

Spesso si pensa che l’aumento del seno con protesi sia l’unica soluzione per ritrovare una figura giovanile e attraente. Esiste invece un’alternativa che può rivelarsi altrettanto efficace: ripristinare le caratteristiche del seno precedentemente possedute, anziché creare qualcosa che non c’è mai stato. Oggi, con la tendenza a ricercare risultati sempre più naturali anziché seni evidenti e di dimensioni esagerate, molte pazienti scelgono l’intervento di mastopessi.

Perché cede il seno?

Le cause che possono influenzare l’entità del cedimento di un seno femminile sono molte: non solo l’età, ma anche l’equilibrio ormonale, il peso corporeo e le caratteristiche genetiche, che giocano un ruolo importante. Molte donne vanno incontro più volte nel corso della vita a notevoli oscillazioni delle dimensioni delle mammelle, che naturalmente hanno ripercussioni negative sul tono della cute e sull’aspetto del seno.

Scegliere la mastopessi per rimodellare il seno

L’intervento di mastopessi, o lifting del seno, è la migliore scelta se si desidera riavere il proprio seno com’era prima delle gravidanze, dell’allattamento, della menopausa, ripristinando le proporzioni ideali delle mammelle e risollevandole.

In alcuni casi, per ottenere un risultato perfetto, è necessario riposizionare il complesso areola-capezzolo e modificare le dimensioni dell’areola (la zona pigmentata intorno al capezzolo) in modo tale che risulti in armonia con la forma e il volume del nuovo seno.

Per ottenere questo risultato si interviene sul tessuto cutaneo eccedente, praticando una sottile incisione sul margine esterno dell’areola, che se necessario può estendersi verso il basso con una linea verticale fino alla piega sottomammaria.

Nei casi in cui il cedimento (ptosi mammaria) sia molto accentuato, e non ci sia la possibilità di ricreare naturalmente un seno di volume e compattezza adeguata, è possibile abbinare alla mastopessi l’inserimento di una protesi mammaria di piccole dimensioni.

Cosa comporta questo intervento di rimodellamento

Di solito i tempi di recupero per questo intervento sono abbastanza rapidi, e si è in grado di riprendere ogni attività entro una decina di giorni circa. Il buon esito dell’operazione e la rapidità della guarigione dipendono anche dalla corretta osservazione delle indicazioni date dal chirurgo. Ad esempio, è indispensabile indossare uno speciale reggiseno per 24 ore al giorno nei primi giorni dopo l’intervento, per agevolare il ritorno alla normalità dei tessuti e prevenire complicazioni.

Quasi sempre dopo la mastopessi rimane una cicatrice che si estende intorno all’areola e talvolta fino al solco sottomammario, che può richiedere alcuni mesi e fino a un anno prima di diventare abbastanza chiara e sottile e apparire scarsamente evidente.

La mastopessi dà risultati definitivi

Con questo intervento il tessuto cutaneo eccedente viene riposizionato e le mammelle ritrovano la loro naturale posizione, più elevata. Questo risultato può dirsi definitivo, a patto di adottare un sano stile di vita e evitare brusche variazioni di peso, che hanno influenza sul volume delle mammelle. In questo modo, anche se negli anni successivi all’intervento il seno continuerà a subire un fisiologico processo di invecchiamento, non si verificheranno cedimenti della stessa entità.