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la chirurgia plastica estetica

Chirurgia del seno Firenze | Mastoplastica, Mastopessi e Ginecomastia

Rischi e complicanze

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La mastoplastica additiva rischi  e perplessità, le protesi, l’operazione, il post intervento, ecco alcune info utili.

In realtà si tratta di un intervento che, se praticato seguenti specifici protocolli sanitari, non comporta particolari rischi o complicanze. Ciò non esclude che talvolta possano insorgere delle problematiche sulle quali è bene che il chirurgo discuta con la paziente.

Rottura delle protesi

L’evento di rottura delle protesi, raro ma possibile (specialmente in quelle di “vecchia generazione”, meno resistenti), non causa pericoli per la salute, in quanto il silicone eventualmente fuoriuscito non può migrare in altri distretti, ma può essere fastidioso per la paziente, provocandole indolenzimento o dolore. Vi sono esami strumentali che possono aiutare nella diagnosi di rottura della protesi, sebbene nessuno di essi possa stabilire con certezza assoluta questa evenienza. Qualsiasi disturbo o dolore nella zona mammaria deve pertanto essere accuratamente valutato insieme al chirurgo.

Contrattura capsulare

La contrattura capsulare, che viene classificata per gradi di severità, può provocare indurimento e dolore più acuto. Anche in questo caso si tratta di una complicazione rara ma possibile, (talvolta definita, impropriamente, “rigetto della protesi”), che può insorgere in qualsiasi momento, anche molti anni dopo l’intervento. Si tratta di una reazione tissutale “da corpo estraneo”, che consiste nell’ ispessimento e retrazione del tessuto cicatriziale che si forma in modo fisiologico attorno alla protesi: l’ispessimento eccessivo di questo tessuto, e il suo irrigidimento, fanno si che la protesi al suo interno divenga dura e talvolta deforme.

Altre complicanze

Altre rare complicanze nell’intervento di mastoplastica additiva potrebbero essere: infezione, perdita o accentuazione della sensibilità del capezzolo e dell’areola, asimmetria, dislocazione delle protesi, pieghe cutanee intorno all’impianto.

E’ invece da sfatare il pregiudizio che l’intervento di mastoplastica additiva interferisca con la possibilità di allattare al seno, o che possa influenzare l’insorgenza di cancro alla mammella.

Per ottenere il miglior risultato possibile, limitando al massimo i rischi che qualsiasi procedura chirurgica implica (anche se effettuata a fini estetici), è opportuno rivolgersi a professionisti seri, e strutture autorizzate, che perseguano l’obbiettivo della chirurgia estetica sicura, anziché la rincorsa alla prestazione “low cost”, spesso abbondantemente e sapientemente pubblicizzata.

Non tutti sanno che in Italia non esiste una specializzazione in “chirurgia estetica”, pertanto qualsiasi medico chirurgo può praticare interventi estetici, a prescindere dalla sua formazione.

Esiste invece la specializzazione in “Chirurgia Plastica”, un ramo della chirurgia che a sua volta comprende due grandi discipline: la chirurgia estetica e lachirurgia ricostruttiva.

Il percorso formativo imposto dal Ministero della Salute prevede, per il conseguimento della specializzazione in Chirurgia Plastica ed Estetica, dopo la laurea in medicina e chirurgia, un percorso di studio e tirocinio di ulteriori cinque anni.
La SICPRE è, in Italia,  la società ufficiale a cui possono aderire solo i medici specialisti in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica, il cui percorso formativo, cioè,  si è completato con anni di studio ed esperienza ospedaliera messa al servizio delle proprie pazienti.