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la chirurgia plastica estetica

Chirurgia del seno Firenze | Mastoplastica, Mastopessi e Ginecomastia

Come avviene l’intervento

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Nella prima fase dell’intervento sarà il medico anestesista a prendersi cura di voi. L’anestesista avrà provveduto nei giorni precedenti l’intervento a visitarvi e  prescrivervi un elenco di esami di routine. Conoscendo la vostra condizione di salute vi preparerà nella maniera più adatta (e precedentemente concordata) ad affrontare il vostro intervento di mastoplastica riduttiva.

In funzione del vostro grado di ipertrofia, e del tipo di intervento conseguentemente programmato, vi somministrerà un’anestesia generale senza intubazione (con il solo ausilio di una maschera laringea, che non provocherà disagio al vostro risveglio), oppure un’ anestesia locale, tramite l’infiltrazione di farmaci specifici nella zona mammaria (che avverrà una volta che vi sarà stato somministrato per via endovenosa un sedativo, in modo che siate sveglie, ma completamente rilassate e insensibili al dolore).

L’anestesista sarà presente fino a quando l’intervento sarà terminato, nelle ultime fasi ridurrà progressivamente la profondità dell’anestesia, e in breve tempo sarete risvegliate e recupererete lo stato di coscienza; l’anestesista vi sarà vicino per aiutarvi a superare qualsiasi disagio con un’eventuale terapia antalgica.

Appena completata l’anestesia, il chirurgo praticherà le incisioni  iniziali, diverse a seconda dei casi:

  • Periareolare: ovvero lungo il contorno inferiore dell’areola, di forma circolare, lascia una piccola cicatrice, poco evidente grazie alla differenza di tonalità del colore della pelle. E’ indicata nei casi di riduzioni e pessi minime, eseguite con la tecnica cosiddetta “round block”. Talvolta, in caso di mammelle di grandi dimensioni, la cicatrice può risultare più visibile, perché arricciata.
  • Periareolare + verticale: ovvero sia lungo il contorno dell’areola che verticalmente, fino al solco sottomammario. E’ indicata per riduzioni di maggiore entità, o pessi medie. La cicatrice verticale rimane visibile, ma generalmente è abbastanza sottile da garantire comunque un buon risultato estetico.
  • Periareolare + verticale + orizzontale: questo tipo di incisione lascia una cicatrice a forma di T capovolta, ed è necessaria per le grandi riduzioni o per una mastopessi più impegnativa, quando è presente una grande quantità di pelle in eccesso. La cicatrice è permanente, ma la parte orizzontale resta  nascosta nel solco sottomammario.

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Il chirurgo provvederà quindi a ridurre il volume del vostro seno e a “trasportare” il complesso “areola – capezzolo” nella posizione corretta, in modo da rimodellarlo. Completata questa fase operatoria inserisce i tubicini di drenaggio che impediranno la formazione di accumuli di sangue, favorendo la guarigione, e procede alla sutura della ghiandola mammaria residua e della cute.

Termina la procedura applicando un bendaggio leggermente compressivo, che sarà necessario per i primi 3-4 giorni, mentre i drenaggi verranno rimossi in maniera completamente indolore entro 48 ore.

A questo punto sarete risvegliate, e il vostro intervento sarà terminato. Potrete avvertire un certo intorpidimento e fastidio nella zona mammaria ed un senso di gonfiore e stanchezza. L’anestesista potrà provvedere ad alleviare i sintomi con una eventuale terapia antalgica.