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la chirurgia plastica estetica

Chirurgia del seno Firenze | Mastoplastica, Mastopessi e Ginecomastia

Come avviene l’intervento

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Le tecniche chirurgiche per la ricostruzione della mammella sono molteplici. Ogni tecnica presenta indicazioni specifiche a seconda delle condizioni generali della paziente, della concomitanza di cure e radioterapia, del tipo di difetto (monolaterale, bilaterale, ghiandolare o cutaneo-ghiandolare), delle caratteristiche della mammella controlaterale, dell’eventuale disponibilità di tessuti autologhi, delle preferenze della paziente e del suo grado di tolleranza riguardo all’eventualità di dover correggere l’altra  mammella, inserire protesi, creare cicatrici accessorie. 

Ricostruzione della mammella con espansori e protesi

Nelle pazienti mastectomizzate, laddove è possibile, la ricostruzione è effettuata mediante l’uso di espansori e protesi.
In alcuni casi l’espansore mammario (dispositivo che, aumentando progressivamente di volume, per effetto del riempimento con soluzione fisiologica, crea lo spazio necessario all’inserimento della protesi mammaria definitiva) viene posizionato in concomitanza con l’intervento demolitivo, in modo da risparmiare alla paziente una sessione operatoria.
Talvolta ciò non è opportuno, e si preferisce attendere che la paziente termini i cicli di cura previsti dal suo protocollo terapeutico. In altri casi ancora può avvenire la ricostruzione immediata, con la  protesi definitiva.
In casi particolari trova indicazione la ricostruzione immediata con la cosiddetta protesi espandibile (o protesi di Becker), che, una volta completata la necessaria espansione tissutale, resta in sede come protesi definitiva.

Alcune di queste procedure chirurgiche presuppongono la presenza simultanea e la collaborazione tra chirurgo senologo e chirurgo plastico.
Per ulteriori approfondimenti sulla ricostruzione con protesi e espansori, potete consultare la sezione dedicata

 

Ricostruzione della mammella con lembi

Ampie demolizioni oncologiche possono rendere la ricostruzione con lembo miocutaneo l’unica soluzione proponibile.
L’utilizzo di lembi è previsto anche nei casi di pazienti che hanno subito trattamenti radioterapici o che hanno presentato complicanze in seguito alla  pregressa chirurgia protesica.
L’utilizzo di tessuti autologhi comporta alcuni vantaggi, come il risultato estetico estremamente naturale della mammella, senza necessità di revisione della controlaterale.
Le ricostruzioni mammarie con lembo,  tuttavia, sono interventi complessi, che richiedono da parte del chirurgo plastico grande esperienza e multidisciplinarietà, prevedono alcuni giorni di degenza e tempi di recupero più prolungati rispetto all’intervento con protesi e espansore.

Per approfondimenti relativi alla ricostruzione con lembi miocutanei, potete consultare la sezione dedicata.

 

Ricostruzione di areola e capezzolo

La ricostruzione dell’areola e del capezzolo si effettua in un ultimo, piccolo intervento, eseguibile in anestesia locale con sedazione, ad almeno tre mesi di distanza dall’ ultimo intervento di ricostruzione della mammella.
Costituisce una fase essenziale, in quanto serve a donare alla mammella ricostruita un aspetto naturale, e contribuisce al ripristino della simmetria rispetto alla mammella controlaterale.

Esistono diverse tecniche ricostruttive, ciascuna ha indicazioni specifiche rispetto alla posizione, al colore e alle caratteristiche della cute dell’areola, ed alle dimensioni del capezzolo.

Il capezzolo viene solitamente ricreato con l’utilizzo di piccoli lembi locali, innesti compositi, o di una piccola parte del capezzolo contro laterale.

L’areola,  secondo i casi e la scelta della paziente, può essere ricreata con un tatuaggio o con un innesto cutaneo prelevato dall’areola controlaterale o da altre regioni corporee, ad esempio la piega inguinale, con piccole incisioni che praticamente non lasciano cicatrici visibili.

Il tatuaggio, per la semplicità dell’esecuzione, è spesso preferito dalle pazienti, ma richiede ritocchi successivi, a causa dell’assorbimento del pigmento da parte dell’epidermide. Per ottenere un risultato più naturale, si ricorre spesso al tatuaggio dell’areola controlaterale.