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Rimodellare il seno: la mastopessi

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Sono molti i cambiamenti fisici che accompagnano il passaggio verso la tanto temuta “mezza età”, ma più che i capelli grigi e le rughe che segnano la pelle, a preoccuparci è il cedimento dei tessuti e la perdita di volume, un problema che non riguarda solo il viso. Una donna che desidera ritrovare la freschezza della gioventù spesso pensa per prima cosa al suo seno, sformato e cadente soprattutto quando la taglia è abbondante.

 

Spesso si pensa che l’aumento del seno con protesi sia l’unica soluzione per ritrovare una figura giovanile e attraente. Esiste invece un’alternativa che può rivelarsi altrettanto efficace: ripristinare le caratteristiche del seno precedentemente possedute, anziché creare qualcosa che non c’è mai stato. Oggi, con la tendenza a ricercare risultati sempre più naturali anziché seni evidenti e di dimensioni esagerate, molte pazienti scelgono l’intervento di mastopessi.

Perché cede il seno?

Le cause che possono influenzare l’entità del cedimento di un seno femminile sono molte: non solo l’età, ma anche l’equilibrio ormonale, il peso corporeo e le caratteristiche genetiche, che giocano un ruolo importante. Molte donne vanno incontro più volte nel corso della vita a notevoli oscillazioni delle dimensioni delle mammelle, che naturalmente hanno ripercussioni negative sul tono della cute e sull’aspetto del seno.

Scegliere la mastopessi per rimodellare il seno

L’intervento di mastopessi, o lifting del seno, è la migliore scelta se si desidera riavere il proprio seno com’era prima delle gravidanze, dell’allattamento, della menopausa, ripristinando le proporzioni ideali delle mammelle e risollevandole.

In alcuni casi, per ottenere un risultato perfetto, è necessario riposizionare il complesso areola-capezzolo e modificare le dimensioni dell’areola (la zona pigmentata intorno al capezzolo) in modo tale che risulti in armonia con la forma e il volume del nuovo seno.

Per ottenere questo risultato si interviene sul tessuto cutaneo eccedente, praticando una sottile incisione sul margine esterno dell’areola, che se necessario può estendersi verso il basso con una linea verticale fino alla piega sottomammaria.

Nei casi in cui il cedimento (ptosi mammaria) sia molto accentuato, e non ci sia la possibilità di ricreare naturalmente un seno di volume e compattezza adeguata, è possibile abbinare alla mastopessi l’inserimento di una protesi mammaria di piccole dimensioni.

Cosa comporta questo intervento di rimodellamento

Di solito i tempi di recupero per questo intervento sono abbastanza rapidi, e si è in grado di riprendere ogni attività entro una decina di giorni circa. Il buon esito dell’operazione e la rapidità della guarigione dipendono anche dalla corretta osservazione delle indicazioni date dal chirurgo. Ad esempio, è indispensabile indossare uno speciale reggiseno per 24 ore al giorno nei primi giorni dopo l’intervento, per agevolare il ritorno alla normalità dei tessuti e prevenire complicazioni.

Quasi sempre dopo la mastopessi rimane una cicatrice che si estende intorno all’areola e talvolta fino al solco sottomammario, che può richiedere alcuni mesi e fino a un anno prima di diventare abbastanza chiara e sottile e apparire scarsamente evidente.

La mastopessi dà risultati definitivi

Con questo intervento il tessuto cutaneo eccedente viene riposizionato e le mammelle ritrovano la loro naturale posizione, più elevata. Questo risultato può dirsi definitivo, a patto di adottare un sano stile di vita e evitare brusche variazioni di peso, che hanno influenza sul volume delle mammelle. In questo modo, anche se negli anni successivi all’intervento il seno continuerà a subire un fisiologico processo di invecchiamento, non si verificheranno cedimenti della stessa entità.